Massimi sistemi e cazzeggio, pubblico e personale, serio e cialtrone; con intelligenza e sincerità (almeno ci provo)
sabato 17 agosto 2013
Buon Compleanno
Nonostante le tante primavere (e estati, autunni e inverni) rimane sempre una giornata diversa costellata dalle telefonate e i messaggi di chi, come dice mia moglie, "ti vuole inspiegabilmente bene".
E' bello compiere gli anni insieme al Mato, diventa festa di famiglia, indica una continuità e, anche quando l'umore non è al massimo, aiuta a trovare l'alba nell'imbrunire, per dirla con Battiato.
Giornata di consuntivi (spero più miei) e di progetti (spero tanti di più suoi).
Inevitabile andare ai compleanni passati, e sentire più forti le assenze che il tempo ha preteso.
Questo post esprime bene un desiderio irrealizzabile, ma non per questo meno reale.
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domenica 11 agosto 2013
Un classico in un tweet
Ispirati al grandissimo Achille Campanile (ma non è uguale a Tati Sanguinetti?) della "Tragedia in due battute":
C'è Edipo?
No, è a Colono
SofocleEdipo a Colono
L'avete trovato?
Io no.
Io no.
Io no.
Io no.
Io no.
Io no.
Luigi Pirandello
Sei Personaggi in cerca di autore
Scal la magia tutto quel che vuoi tu
bibbidi bobbidi bu
Thomas MannLa Montagna Incantatta
Bepi, ciama'l sior dotor ghe me sento ciopar
Thomas MannLa Morte a Venezia
Hai visto i miei fazzolettini?
No.
Marcel ProustAlla ricerca del tempo perduto
IS
Ugo FoscoloLe ultime lettere di Jacopo Ortis

Il sospensorio di chi è?
Di Pereira.
Antonio TabucchiSostiene Pereira
O migliorate l'illuminazione o ritiro il cavallo dal Palio.
Harper LeeIl buio oltre la siepe

Ma che razza di nome ti han dato?
Comunque abile e arruolato! I Battaglione Salerno
Carlo LeviCristo si è fermato ad Eboli
....prosequitur
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sabato 10 agosto 2013
Auspice Dannata
Auspice dannata
Questo bel distico di attribuzione incerta, racchiude la summa del pensiero dei “Dannati” un Nobile Consesso attivo in Italia agli inizi del XXI secolo di cui ricorda i valori e indica i principali orientamenti filosofici ed esistenziali.
I Con [1]Gamay, [2]zuppa e [3]mocetta
II [4]viva la figa, viva la [5]vetta
[1] Gamay: la scelta del vitigno non poteva esser più felice: e certo il Gamay non è di casa solo in Valle ma l'equivoco non può sussistere ove consideriamo le altre aree DOC e DOCG dello Stivale, Toscana e Umbria, belle, ma di bellezze almeno in parte incompatibili con le priorità dannate. (cfr. II: non si vuol qui mettere in discussione l'attraenza della Gnocca delle Regioni del Centro Italia, ma in quanto a vette con la pur lodevole eccezione delle Apuane il confronto non è neanche lontanamente proponibile).
[2] Zuppa: qui la polemica interpretativa non si è ancora placata: la versione più accreditata vede infatti nella scelta del termine un generico richiamo a una cucina povera, ma di tradizione, senza riferimento precipuo a una ricetta specifica. Altri commentatori (cfr. Sapegno e altri) vedono invece un riferimento diretto a piatti della tradizione dell'una o dell'altra località. Si vuole infatti dimostare che assumendo il riferimento dell'Autore essere la Zuppa Valpellinentze, egli intendesse identitificare la sola Valpelline come luogo di elezione e frequentazione! E' facile la confutazione di una conclusione dettata evidentementente dalla scarsa conoscenza del contesto socio-culturale dei Dannati. Vette e Patonze infatti avevano per loro un fascino non racchiudibile nel pur ampio e bellissimo contesto di Gignod e dintorni, che anzi appare un'area relativamete trascurata dalle loro incursioni, e non certo per mancanza di Piole, gite e panorami (chiunque fosse in grado di contribuire a colmare le carenza legate all'altro grande valore dannato, è pregato di mettersi in contatto con il creatore di queste note).
[3] Mocetta: la scelta di questo nobile insaccato autoctono legato alla tradizione alimentare dell'intera Valle, dovrebbe inequivocabilmente por fine a ogni dubbio interpretativo sull'ampiezza del contesta che l'Autore vuole celebrare.I dubbi si pongono tutt'al più sulla possibile ulteriore estensione che potrebbe essere metaforicamente abbracciata: siamo di fronte a un'ardita sineddoche, il particolare per l'Universale, la Valle d'Aosta per l'intero arco alpino o anzi per “La Montagna” ovunque si erga nell'Universo Mondo? Non è interpretazione completamente peregrina anche alla luce dell'altra bella sineddoche del secondo verso, ove l'Essere femminile viene evocato riferendosi al suo aspetto più rilevante (almeno dal punto di vista dannato e della popolazione maschile del pianeta).E ancora, perchè solo Val d'Aosta? E' nota la presenza di alcuni comportamenti al limite del fanatismo di almeno un Membro del Consesso Dannato, che la Regione Autonoma aveva diffidato dal consumare ulteriormente Autostrada, ghiacciai, sentieri e soprattutto riserve EnoAlimentari, ma è certa la presenza di Dannati anche in aree montane diverse, ma equivalenti come offerte edibili e contesti Naturali (nel più ampio significato del termine); purtroppo ogni grande Opera pone domande a cui non si riesce a dare una risposta definitiva, e l'Auspice Dannata non farà eccezione.
II Viva...vetta: la mirabile concisione del verso lascia senza fiato; un manifesto di vita racchiuso in dieci preziosissime sillabe!
[4] Viva la f..a: non si intende qui entrare nel merito del per altro condivisibilissimo orientamento sessuale dell'Autore, ma portare l'attenzione sulla grande tecnica poetica (o sull'istinto? un'altra domanda che non avrà risposta) che gli permette di nobilitare un interloquire ormai trasformato in interiezione per l'uso e l'abuso (da cui la decisione del redattore di queste note di non riportarla se non nel contesto dell'Auspice) che ne pratica la già citata popolazione maschile, in questo caso necessariamente italiofona, dall'adolescenza per un periodo in genere non inferiore alla durata della presenza in vita.
[5] La vetta: è evidente da parte dell'Autore il richiamo e la contrapposizione a “le Stelle” che il sommo Vate pone a conclusione dei tre Cantici della Divina Commedia (...e ritornammo a riveder le stelle, ....puro e disposto a salire a le stelle, ... Amor che move il Sole e l'altre Stelle); identico è lo spirito che anima il verso, ma l'Autore dell'Auspice ci riconduce sulla Madre Terra, pur se nel punto più proteso verso l'Infinito, ci rammenta così, ahimè, la nostra essenza terrena, ci raccomanda l'aspirazione all'ascesa ma nella consapevolezza dell'immanenza, elevarsi il più possibile, rimanendo ben saldi sulla nuda terra (imbragati e con l'appropriata assicurazione ove richiesto); fisica e metafisica, corpo e anima, limiti e grandezza della natura umana e soprattutto dannata, temi cari alla meditazione di ogni tempo, una dicotomia che neanche Pascal è riuscito a esprimere con una simile drammaticità e forza ispiratrice.
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venerdì 9 agosto 2013
Campo Cavallo
Dal libro di vetta
Di nuovo qui, dopo tutti questi anni.
E' bellissimo e terribile al tempo stesso, tutto appare immutato eppure non c'è più niente come prima.
Finchè dura.
Francesco, 5 Agosto 2013
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domenica 14 luglio 2013
RIP
Dopo un lungo periodo di difficoltà è definitivamente mancato all'affetto dei suoi cari
il Broccolamento
Ne dà l'annuncio un inconsolabile estimatore e seguace che gli è stato vicino fino agli ultimi istanti.
Smarrito e confuso ne serberà un imperituro ricordo pervaso di nostalgia; le preponderanti occasioni mancate nulla tolgono alle emozioni regalate da un'arte atavica sempre praticata con impegno e determinazione.
Lascia dietro di sè un grande vuoto e un dubbio profondo sulle vere cause della dipartita, apparsa quasi un deliberato ritirarsi al sopraggiungere di condizioni anagrafiche del suo discepolo non più in grado di garantirne una rappresentanza e pratica all'altezza dei fasti trascorsi.
giovedì 4 luglio 2013
Riunione Consiglio
From: Neroditufo25@libero.it <Neroditufo25@libero.it>
Date: 2013/7/2
Subject:
To: <unknown recipients>
Gentile Amministratore, gentili Consiglieri,
vi scrivo poche righe per puntualizzare su un fatto che mi sta molto a cuore.
Come avete potuto vedere ho provveduto ormai da alcune settimane a rimuovere la
scultura dal cortile, per rispetto delle vostre decisioni e dell’orientamento
emerso in diverse riunioni. Avrei gradito però vedere lo stesso rispetto per l’
orientamento dei condomini nel verbale dell’ultima riunione di condominio, dove
è purtroppo assente ogni riferimento al fatto che la maggioranza delle persone
si è espressa in favore del mantenimento della scultura con una votazione per
alzata di mano. Ribadisco che io ho comunque preferito rimuovere la scultura
per non urtare la sensibilità di alcuni che, mi sembra onesto riconoscere, sono
comunque una minoranza. Mi auguro che questa mia mail venga letta nella
prossima riunione di Consiglio e per questa la inoltro a tutti i consiglieri.
Un saluto a tutti e mi scuso ancora per i toni sopra le righe dell’ultima
riunione.
Giovanni Neroditufo
From: Davide Saracchi <d.saracchi@saracchi.it>
Date: 2013/7/4
Subject: Re:
To: Neroditufo25@libero.it <Neroditufo25@libero.it>
Gentile signor Neroditufo,
sono lieto di confermarle che abbiamo proceduto secondo i suoi desideri.
Al momento dela lettura ho indossato la fascia tricolore e mi sono alzato in piedi seguito da tutti i Consiglieri. Alcune signore si sono inginocchiate.
La signora Cortiferri, con il consueto tatto, mi ha chiesto cosa cazzo facevo e se sapevo dove potevo proficuamente infilarmi il foglio.
La signora Fiamma ha chiesto di cambiare la serratura del portone.
Una anziana signora che passava nell'androne, ascoltate poche parole ha lasciato cadere le stampelle (recuperate e trasferite al sacco giallo del nostro valido portinaio, Nicolangelo) e ha iniziato a correre per il primo cortile gridando al miracolo.
La signora Fiamma ha chiesto di rinumerare le biciclette e se proprio non fosse possibile sulla fronte, di tatuare il numero almeno sul braccio di ogni proprietario, per eliminare la minaccia di introduzione di bici aliene
Alla fine della lettura il dottor Puffete, visibilmente commosso, singhiozzava sulla mia spalla come un bambino.
Tutti i consiglieri mi hanno stretto la mano, la signora Cortiferri anche le palle.
La signora Fiamma ha chiesto di controllare sotto i vasi che nessuno si fosse portato via i sassi del selciato.
Un saluto a lei
Architetto Saracchi
domenica 3 febbraio 2013
Mogol Battisti, la mia classifica
Di più, non si fermano alle novità, ma anzi sono andati via via a ritroso per conoscre la musica più valida senza preconcetti e con grande voglia di ascoltare tutte il bello che potevano trovare; così mi capita di entrare in camera loro e venire accolto dal Jimy Hendrix di Hey Joe o David Bowie di Ziggy Stardust, o di sentirli cantare Il Suonatore Jones, o L'Infanzia di Maria.
L'altro giorno mia figlia (22 anni) mi ha chiesto quali erano le più belle canzoni di Battisiti e così mi son messo di buzzo buono a prepararle la mia personalissima classifica che metto a disposizione di chiunque possa essere interessato.
Troverete solo le canzoni insieme a Mogol, perchè per me me è il loro sodalizio che ha creato la magia. Con il massimo rispetto, successivamente Battisti non mi ha mai più emozionato a un livello minimamente paragonabile.
Mi ricordo quando uscì "La canzone del Sole" forse non il più bello, ma ceratmente il pezzo più suonato e cantato di tutta la discografia di Mogol Battisti; sul retro c'era "Anche per Te" un brano meraviglioso.
Ero un ragazzino, ma per un attimo ho pensato che da lì in poi nella musica non ci fosse più niente che si potesse aggiungere...Bei tempi, vero?
Da buon analitico, ho riassunto i brani in categorie e poi semplicemente in ordine alfabetico, senza cronologia.
Ho inserito separatamente i due album sperimentali e aggiunto i brani interpretati da altri Artisiti, stupendi anche questi
...la mia bella fra le belle? La collina dei ciliegi
Essenziali, Fondamentali, Uniche e Irripetibili
Ancora tuAnche per te
Canzone del sole
Comunque bella
Emozioni
E penso a te
Fiori rosa fiori di pesco
I giardini di marzo
Il mio canto libero
Il nostro caro angelo
Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi
La collina di ciliegi
Non è Francesca
Pensieri e Parole
Prendila così
Una donna per amico
Un'avventura
Vento nel vento
7 e 40
Bellissime
Amarsi un po'Aver paura d'innamorarsi troppo
Balla Linda
Con il nastro rosa
Dieci ragazze
Dove arriva quel cespuglio
Era
Io gli ho detto no
Io vivrò (senza te)
Innocenti evasioni
La luce dell'Est
Le tre verità
Nel sole nel vento nel sorriso nel pianto
Mi ritorna in mente
Perchè no
Umanamente uomo il sogno
Belle, ma vuoi mettere?
AnnaDio mio no
Insieme a te sto bene
La compagnia
L'interprete di un film
Ma è un canto brasileiro
Neanche un minuto di non amore
Nessun dolore
Per una lira
Prigioniero del mondo
Questo inferno rosa
Si viaggiare
Sognando e risognando
Una
Una giornata uggiosa
Battisti e non Battisti, le sperimentazioni (riuscite!)
Anima latina (Album)Amore e non amore (Album)
Sopravvalutate & così così
Insieme a te sto bene
La canzone della terra
Le allettanti promesse
Gente per bene gente per male
Respirando
Bellissime interpretate da altri
Ladro (Equipe 84)
L'aquila (Bruno Lauzi)
Nel cuore,nel'anima (Equipe 84)
Vendo Casa (Dik Dik)
29 settembre (Equipe 84)
sabato 19 gennaio 2013
La sfiga se ne fotte delle statistiche
Non ho mai prestato particolare attenzione al mio corpo.
Non è che mi trascuro, o che eviti di guardarmi allo
specchio o altre cose simili che facciamo più o meno tutti.
Semplicemente dò per scontato che ci sia, funzioni e mi
consenta di vivere la mia vita, ma non son stato capace finora di soffermarmi a
considerarlo, olisticamente o nelle sue parti, nè a capire quanto io dipenda da
lui (io dipenda da me?).
Finora.
Negli ultimi tempi sta succedendo qualcosa che mi costringe
a riflettere un poco di più su questo infrastruttura imprescindibile;
innanzitutto sto invecchiando, ma mi rendo conto che lo sento più in testa che
nel fisico, in questo sicuramente qualche
effetto c'è e chi non mi vede da un certo tempo individuerebbe tutti i segni e le
tracce del cambiamento che nel frattempo è avvenuto, ma io dall'interno lo
percepisco molto meno.
Il cambiamento è troppo graduale per poterlo cogliere, a
meno di confrontarsi con le versioni di qualche tempo prima, un anno, cinque,
dieci, trenta; cinquanta e passa anni in cui comprimo lo stesso muscolo 70
volte al minuto, riempio gli stessi polmoni, socchiudo le stesse orbite, svuoto
la stessa vescica e intestino, sono vivo per il continuo ripetersi di stimoli
elettrici, processi osmotici, reazioni chimiche in ogni mio grammo di materia.
Poi ci sono gli avvenimenti esterni, quelli che sono
capitati anche a persone a cui voglio molto bene (più son vicini e più mi
costringono a un confronto e una riflessione), e questo sì che mi fa pensare;
purtroppo non sto alludendo a niente di diverso da quello che da sempre più
o meno presto ci riserva la vita in
seguito a cause naturali (cedimenti dell'infrastruttura di cui sopra) o
artificiali (il contributo dinamico di un veicolo, una pessima interpretazione
di un passaggio sul ghiacciaio o anche solo sul sentiero, la sopravvalutazione della resistenza di
un'apnea - i modi in cui riusciamo a farci male anche in maniera definitiva
sono di gran lunga superiori a quelli che la fantasia umana possa concepire).
E' vero sono cose sempre successe, ma con il passare degli
anni ti accorgi che aumenta la frequenza con cui toccano intorno a te e allora
più o meno istintivamente, più o meno inconsciamente ti trovi a confrontarti, a chiederti perche a lui? io
lo conosco da una vita, è come me, cosa ha fatto perché gli succedesse una cosa
del genere? statisticamente una sfiga del genere può colpire ancora a così
breve distanza (sì, la sfiga se ne fotte delle statistiche)? son sicuro che non
potrebbe succedere anche a me (certo che non lo sono, cazzo!)?
Ma con questi dubbi, istintivamente emergono delle sensazioni
belle anche se egoistiche: poteva succedermi, ma così non è stato, io sono
ancora qui e potrò continuare a vivere la mia vita nella maniera più intensa
che mi riesce.
Anzi a volte da un evento particolarmente infausto trovo la capacità di riguardare alle mie priorità da una prospettiva più lontana e rendermi conto quanto alcuni crucci siano insignificanti, alcune preoccupazioni eccessive, alcuni valori trascurati; mi aiuta a rimettere ordine nelle priorità, a togliere il velo dell'abitudine a momenti quotidiani di vita facendomeli apprezzare in tutta la loro pienezza, a eliminare titubanze e dubbi su decisioni procrastinate da tempo.
Anzi a volte da un evento particolarmente infausto trovo la capacità di riguardare alle mie priorità da una prospettiva più lontana e rendermi conto quanto alcuni crucci siano insignificanti, alcune preoccupazioni eccessive, alcuni valori trascurati; mi aiuta a rimettere ordine nelle priorità, a togliere il velo dell'abitudine a momenti quotidiani di vita facendomeli apprezzare in tutta la loro pienezza, a eliminare titubanze e dubbi su decisioni procrastinate da tempo.
E' una reazione meschina? sciacallaggio intellettuale di
disgrazie altrui? me lo son provato a chiedere; io non credo, mi sembra un
atteggiamento naturale generato dall'istinto di sopravvivenza e mi sembra che sia
condiviso da tanti, se non proprio tutti.
Certo non è che una cosa è buona solo perché in tanti la
pensano allo stesso modo, anzi spesso è vero il contrario, ma quando
"scendi" dal livello delle opinioni (soggettive anche se influenzate
da educazione, ambiente sociale ed esperienze) a quello dei comportamenti e
pensieri istintivi, entri in un campo dove la componente oggettiva legata alla
specie è preponderante.
Accusarmi di sentimenti condannabili o censurabili sarebbe
come farlo perché ho gli occhi azzurri o amo il dolce alla fine del pasto,
tutte eredità dell'evoluzione per cui non posso farci proprio niente.
E quindi come dicevo sto iniziando a guardare il mio corpo
in una maniera diversa.
Spesso mi pongo la domanda di quale pezzo salterà per
primo, perchè non c'è dubbio che a meno di interruzione improvvisa e traumatica
del funzionamento complessivo, prima o poi qualcosa dovrà saltare.
Quale sarà il mio organo del destino?
Conosco (o conoscevo) persone che son finite in casini
serissimi per colpa di organi di cui non saprei neanche indicare la posizione,
per non dire la funzione. Ad esempio a che serve il pancreas? perchè dipendo da
un aggeggio appoggiato sul rene (questo l'ho imparato, ma non so bene a che
altezza è il rene) che a quanto mi risulta dovrebbe essere coinvolto nella
digestione?
Sarà una ghiandola a mettermi nei casini? A cosa serve la
tiroide? se è così importante che ci fa davanti alla trachea? Non è un po' poco
protetta? Vogliamo parlare dell'ipofisi? Lei sì, bella protetta nella scatola
cranica, ma è possibile che se si mettono a fare le bizze organi della
dimensione di un acino d'uva fragola, rischia di saltare tutto?
Sulla carta il favorito è il fegato a cui sto dedicando una
terapia d'urto da quasi tutta la vita, epatite in gioventù e alcool in
maturità; io mi autoassolvo considerando l'assunzione di alcool una sorta di
mitridatizzazione e anche uno "sciogli trombi" delle arterie, quindi
alla stregua di medicina preventiva, ma in fondo so che non è così, sopratutto per
le quantità che faccio fuori.
Vorrà dire che se lo sfascio partirà da qui me la
potrò prendere solo con me stesso, senza imprecare contro la sfiga.
Ho una paura fottuta che succeda qualcosa in zone basse, e
di finire ad andare in giro con tubi e sacchetti, dopo una bella colonscopia (e
pensa se questa mi piacesse, quanto tempo sprecato).
Io faccio il tifo per il cuore, mi dà l'idea di un organo
con le idee chiare - magari solo perché è evidente la sua funzione - con un
comportamento in caso di malfunzionamento spesso bello netto, senza
tentennamenti o ambiguità.
E' chiaro che paghi il prezzo più elevato ma io non
ho dubbi nell'augurarmi un bello stop improvviso del mio muscolo cardiaco
(magari tra qualche annetto) a un decadimento dove perda progressivamente e
inesorabilmente la mia coscienza e la mia autonomia, orribile.
In questo senso forse la cosa peggiore potrebbe essere il
decadimento del cervello; sano ma rimbambito, dipendente dalla buona volontà e
i risparmi di chi mi vuole bene - un incubo per me e per tutti.
Se dovessi capire che ho preso questa strada spero di avere
la forza di interrompere il declino prima di non riuscire più a farlo da solo,
e pazienza se do un dispiacere allo stregone in Vaticano.
Vivi ogni giorno come se fosse l'ultimo, ma continua a stupirti come
se fosse il primo
(Seneca e qualcosa di mio)
venerdì 18 gennaio 2013
Il culo è la figa del Terzo Millennio
"Il culo è la figa del terzo millennio"
Il Dannato Colto ha una capacità particolare a sintetizzare con
epigrammi memorabili ore di discussione sugli argomenti più vari, che in realtà
si riducono quasi esclusivamente a osservazioni sull'altro sesso - da
considerazioni di carattere generale a approfondimenti estremamente mirati e
circostanziati, sul cibo, il vino e gli altri bisogni elementari di un
montagnino, sui film della commedia italiana - ma non Gassman o Mastroianni, si
parte da Sordi e Verdone per scendere a piacere verso Manuel Fantoni, Alvaro Vitali e Bombolo - naturalmente sulla
Montagna in ogni sua forma, e molto più raramente su tutto il resto, cioè
calcio e nano scemo.
Siamo basic, come ci definisce mia moglie? Può darsi, ma parlarci
così è una fonte inesauribile di buonumore e senso di appartenenza.
In effetti il Colto e suo fratello, il Dannato Rubicapra hanno una cultura
enciclopedica per le citazioni da tutti i più improbabili film italiani; a
volte attaccano dei dialoghi che dio solo sa da dove arrivano e vanno avanti
per un pezzo in perfetto romanesco (all'occorrenza possono azzardare ogni altro
vernacolo) e senza una esitazione; li ho anche visti messaggiarsi citazioni da
una macchina all'altra mente guidavano!
"Il culo è la figa del terzo millennio"
Io pur apprezzando la bellezza e la forza della sintesi non
ero affatto d'accordo sulla conclusione, secondo me il culo è sempre stato
"a Sguizzera d' 'o cazzo"[1]
per dirla con il Poeta (vissuto guarda caso nel millennio precedente), e fin
dall'Antichità abbiamo testimonianze di grande apprezzamento, quando per altro
non andavano neanche troppo per il sottile.
Dannato SuperDario si asteneva dal prendere posizione pur avendo
scatenato lui la discussione quando ci aveva spiegato cosa avrebbe fatto alla
scialpinista che ci aveva superato in salita offrendoci un panorama
insuperabile, fasciata nella tutina ad aderenza da sottovuoto.
"Culo alto, ci fò un salto" aveva immediatamente
chiosato il Colto, ma SuperDario, più pratico e pragmatico aveva spiegato le
diverse possibilità e sfumature in cui il salto avrebbe potuto connotarsi con
un entusiasmo e una ricchezza di dettagli di grande forza espressiva.
"Certo ma anche un bel paio di tette, hanno un loro
perchè" aveva ribattuto il Colto
" Ma dai, vuoi
mettere il culo con le tette, anche belle finchè vuoi" avevo osservato,
sapendo che comunque anche il Colto aveva una decisa preferenza per la
retrospettiva
"No scusa, fammi capire; tu tra una con due belle tette
e un culo così così, e un'altra con un bel culo ma senza tette quale
preferisci?" la successiva domanda retorica (almeno per me) di Dannato Montura, fino a quel momento in meditabondo ascolto
"Troppo facile: il culo lo puoi trombare, le tette
no"
E via su questo tono fino a quando ci aveva raggiunto una
nuova scialpinista con un lato B ancora più bello e in evidenza del
precedente che aveva riportato la discussione a un piano di massima concretezza
e praticità.
E' stata proprio una bella gita.
MonteGardena, Schlpario, Gennaio 2013
[1] ‘O CULO
Culo nceràto, culo chiatto e tùnno,
tuosto comm'a nu marmulo rasato,
ca doppo ciento vote maniàto
tu si' ssempre o chiù tuosto 'e tutt' 'o mùnno...
Culo, muntagna 'è sfizio senza funno,
ca si te sònno pronto e appuzàto,
quanno me scèto sto accussì arrapato
ca scassarrìa de cule nu zeffunno...
Culo cchiù ffrisco 'e nu mellone d'acqua...
vieneme a rrefrescà st'anema nera!
vieneme a ccunzulà st'anema stracqua!...
tu ca pell' addòre te chiammèjno mazzo,
culo, frutto nuvièllo 'e primmavèra,
tu arrappresiente 'a Sguizzera d' 'o cazzo!!
anonimo napoletano dell'800
Culo nceràto, culo chiatto e tùnno,
tuosto comm'a nu marmulo rasato,
ca doppo ciento vote maniàto
tu si' ssempre o chiù tuosto 'e tutt' 'o mùnno...
Culo, muntagna 'è sfizio senza funno,
ca si te sònno pronto e appuzàto,
quanno me scèto sto accussì arrapato
ca scassarrìa de cule nu zeffunno...
Culo cchiù ffrisco 'e nu mellone d'acqua...
vieneme a rrefrescà st'anema nera!
vieneme a ccunzulà st'anema stracqua!...
tu ca pell' addòre te chiammèjno mazzo,
culo, frutto nuvièllo 'e primmavèra,
tu arrappresiente 'a Sguizzera d' 'o cazzo!!
anonimo napoletano dell'800
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